Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/117

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Ella non rideva e non piangeva; il suo viso però s’era come coperto d’ombra.

— Tu sei un uomo che capisce la ragione, — disse guardando Predu Maria negli occhi. — Io ti conosco; e tu, a quel che mi sembra, non sei cambiato. Tu non pensavi più a me; dimmi la verità, ma qualcuno ti ha messo in mente di venire a cercarmi. Qualcuno ti deve aver detto: Marielène ha fatto un passo falso, come lo hai fatto tu; non badare a quello che ha fatto lei, e va dritto per il tuo scopo: farai un buon affare.

Egli arrossì, e scuotendosi tutto gridò:

— Tu credi così?

— Io credo che ti abbiano detto così: non altro. Non sei un uomo interessato, lo so; altrimenti, quando eri ricco, non avresti amato me che ero povera. Oh, me lo ricordo bene; ero povera e maltrattata; ero anche brutta, ero peggio d’una povera serva. Lo ricordo, Predu Maria, non ho dimenticato nulla, io; e sempre ti ho benedetto dal profondo dell’anima, perchè mi hai voluto bene, allora! Adesso, se qualche volta mi arrabbio, è perchè tu parli male di me, non sapendo se quello che dice la gente sia vero o no. Cosa ne sanno loro di me? Tu puoi credermi ricca e invece posso essere miserabile, tu puoi