Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/133

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e che preferiva lasciarla in casa del padrone, poichè ella era costretta ad assentarsi spesso di casa sua, e avrebbe dovuto quindi lasciar sola Sebastiana.

Ma per salvaguardare in qualche modo sua figlia, ella cominciò a dire a tutti che avrebbe querelato come corruttore di minorenne chiunque avrebbe tentato di sedurre Sebastiana; e Marielène si sentì alquanto tranquilla, ricordando che il Perrò aveva atteso che ella compisse i ventun anni per innalzarla dal grado di cuoca a quello di favorita. Ma fra lei e Sebastiana cominciarono le scene di gelosia, le liti, i pettegolezzi, le perfidie; e un giorno lo speculatore disse che se continuavano a seccarlo le cacciava via di casa tutte e due. Marielène gli domandò perchè non mandava via Sebastiana; egli le diede uno schiaffo.

— Tutte e due! Andatevene! — urlò. Ma nè l’una nè l’altra se ne andarono.

Quando si fu calmato, egli disse a Marielène, che piangeva piegata ai piedi di lui come una schiava:

— Tu non mi vuoi più bene ed hai ragione; tu sei giovane ancora ed io sono vecchio. Se tu mi volessi ancora bene non mi faresti queste scene. Per la tranquillità di entrambi occorre che tu prenda