Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/197

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gridò Predu Maria, guardando ora l’uno ora l’altro dei due uomini.

— Ascoltami, — disse Bruno, — è meglio che tu sappia ogni cosa. Lorenzo s’è impegnato col Perrò di fargli avere la tanca Moro prima che il taglio da questo versante sia terminato. Se egli riuscirà nel suo intento riceverà mille lire....

Lorenzo sollevò l’involto, come per buttarglielo addosso, ma subito lo depose e disse con disprezzo:

— Ruffiano!

Bruno concluse:

— Adesso scendo a Nuoro e parlerò col Perrò. Se sarà il caso, vi avverto che vi licenzierò immediatamente tutti e due.

Egli parlava da padrone, e Predu Maria non fiatò. Che poteva dire? Il suo coraggio e la sua audacia cadevano davanti al coraggio e all’audacia del capo‐macchia.

*

Più prudente di Bruno, lo speculatore si oppose al licenziamento dei due uomini. L’inchiesta se l’incendio fosse stato doloso o no proseguiva il suo corso; tutti i lavoranti furono chiamati dal pretore; e anche Predu Maria, una mattina ai primi