Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/272

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vinghiò al collo e cominciò a baciarlo in modo insolito. Egli si accese, commosso per questa improvvisa espansione, e gliela ricambiò, e da quel giorno cominciò a parlar di lei con Bruno come ancora non ne aveva parlato.

— Ella indovina anche i miei desideri: che posso voler di più? Io non posso scendere in paese; allora essa viene quassù, come una innamorata....

Bruno taceva; ma un sentimento nuovo, la gelosia, cominciò ad alimentare la sua passione segreta. Egli evitava di trovarsi con Sebastiana anche in presenza di Predu Maria, e se non poteva evitarla traeva il suo taccuino e scriveva numeri e numeri, come se le cifre fossero segni adatti a scongiurare la malìa che lo opprimeva. Qualche volta, però, sentiva talmente gli occhi di lei fissarlo, che non poteva sottrarsi al loro fascino: e la guardava, allora, e il loro sguardo era così ardente e pieno di desiderio, che entrambi avevano come l’impressione di baciarsi perdutamente.

Un giorno Sebastiana volle andare con Predichedda a coglier frutta di corbezzolo e bacche di mirto in un podere della vedova Moro. Era di febbraio: un sole già caldo inondava la valle, i mandorli erano