Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/385

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Egli avvicinò il suo al viso di lei, in attesa della rivelazione; ma ella esitò, sospirò, ripetè: — Non so nulla!

Egli allora prese a scuoterla bruscamente.

— Parlate, donna! Voi dovete esservi accorta di qualche cosa, voi dovete parlare! Se voi tacete.... io.... io.... non so cosa farò: un uomo che dubita è più feroce di un uomo che sa la verità, anche se questa è terribile per lui.

Ella taceva. Ma ad un tratto squillarono le campane per l’ultimo richiamo alla messa, e tutto il paesaggio notturno, chiuso dai monti neri sul cielo velato, parve vibrare a quel suono pieno di vita e tuttavia soffuso d’una misteriosa melanconia, simile a un canto nostalgico di angeli erranti esiliati dal cielo.

La vecchia si fece il segno della croce e abbassò la testa sul petto. Pensò che tutti dobbiamo soffrire, come soffrì Gesù, venuto al mondo per noi; e rinunziò ai suoi progetti di vendetta, ma comprese che se ella non parlava Predu Maria era capace di lasciarsi davvero vincere dal dubbio, spesse volte più fatale della stessa certezza.

— Sentimi, figlio mio, — gli disse maternamente, — ti dirò tutto, sì. In mia