Pagina:Deledda - Il paese del vento, 1931.djvu/78

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La serva non smetteva di parlare di lui, e altrettanto con lui doveva far di me, perché mi accorsi ch’egli tentava di avvicinarmi e conoscermi. Finito il mese, egli stesso cercò di mia madre, per pagare l’affitto della camera, e si interessò ai fatti nostri: la mamma però gli fece capire che noi si desiderava vivere in solitudine, per il lutto recente e per le nostre disgrazie finanziarie.

Ed ecco un giorno lo incontro in casa di certi miei parenti, sola famiglia della città che una o due volte l’anno andavo a visitare. Erano cugini in secondo grado del mio babbo; gente benestante, ma oppressa da una numerosa figliolanza femminile: sette ragazze, una più bella dell’altra: tutte civette gagliarde, continuamente affacciate alle loro finestre, aspettavano il passaggio del Principe Azzurro, o di un semplice pretendente. Attiravano l’attenzione dei forestieri, degli ufficiali appena arrivati, dei commessi viaggiatori; ma di matrimoni non se ne concludevano mai.