Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/132

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sta speranza si fece corsggio: mise il cappotto e uscì.

L’uragano aveva sgangherato la siepe e ridotto a ruscello il sentiero: in fondo a questo, sotto il cielo d’un nero verdastro s’intravedeva come una torma di cani e di cavalli terrei accapigliati: il mare.

Dalla parte opposta il cielo s’era un po’ schiarito: e sopra la casetta bianca, sullo stelo del comignolo, si spandeva un grande fiore di fumo azzurrognolo. E Cristiano provò un senso di gioia al guardarlo.

Gente viva, dunque, stava ancora lì accanto; e fra questa gente era la donna che gli riaccendeva la lampada della speraza nel cuore.

Allora gli sembrò di essere davvero scampato dal diluvio, e che Dio avesse sentito la sua preghiera: e andò verso la casa dei vivi con un senso di religione.

Quando battè alla porta era già tutto zuppo di pioggia; eppure sudava e le palme gli pulsavano come dopo una corsa sotto il sole d’estate.



Aprì la serva. Aveva il viso insolitamente pallido e spaurito; e guardò l’uomo corrucciata.