Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/161

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gli afferrasse la testa e gliela facesse girare rapidamente sul collo come una trottola: mille cose gli formicolarono nella mente, destate da quella scossa...

Ma quando la vedova rientrò egli era già di nuovo al suo posto, rigido più del morto.

Ella invece conservava il calore di vita che la visita dell’altro uomo le aveva trasfuso; riprese anche lei il suo posto, ma non stava più quieta come prima; le gambe e i piedi sottili si agitavano senza che ella se ne accorgesse: e Cristiano guardava il sole che già entrava nella camera, sentiva l’odore del verde portato dall’aria, rivedeva la grande campagna animata, intraveduta il giorno prima e pensava:

— Domani ella se ne andrà: ha bisogno di correre il mondo, con le sue gambe di trampoliere.

Domani... domani il mondo sarà di nuovo chiuso per lui, a meno che anche lui non si metta a correre appresso alla donna.

Intanto stavano lì seduti, senza guardarsi, lasciandosi trasportare dal tempo.

Finchè arrivò un carro nero lucido, decorato d’oro, tirato da due cavalli neri eguali. Così eguali che parevano fabbricati apposta, con una mano di vernice sulla schiena e i lombi, le zampe fatte al tornio,