Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/166

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E nella camera del morto, sgombra che fu, rimase una lieve gioia di luce, di odore di campagna, di liberazione.

Dalla finestra la serva vedeva il funerale procedere per la strada soleggiata col carro lucente che pareva rimorchiasse le due carrozze chiuse.

Andavano lentamente; così lentamente che dentro la carrozza chiusa la vedova aveva l’impressione di star ferma a guardare da un finestrino dietro il cui vetro appannato passava il paesaggio fatto di due sole linee, quella azzurra del cielo e quella un po’ più azzurra del mare.

Cristiano le stava accanto: non si toccavano, non si guardavano, non si parlavano, ma sentivano entrambi di aver cominciato un viaggio che dietro la morte li conduceva alla vita.



Poi l’inverno distese le sue ali di nuvole sul mare e la brughiera.

La vedova non aveva lasciato la casetta, ma ogni relazione fra lei e Cristiano pareva di nuovo cessata. Le finestre rimanevano chiuse come quando era vivo il morto.

Cristiano, passando nel sentiero per an-