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con la febbre, ed anche il mio Alessandro è via, per la visita ai richiamati per la guerra. Speriamo che Dio me lo lasci in casa e non mi castighi anche col farmelo andar via un’altra volta. È tanto buono, povero ragazzo, ancora obbediente ai suoi genitori, come un bambino. E crede in Dio e prega sempre; e mi vuol bene davvero. Io credo che mi perdonerebbe, anche se sapesse... Ma io non voglio farlo soffrire, sebbene a volte sia tentata di confessargli tutto. A me, forse, perdonerebbe — aggiunse timidamente; — ma a voi no.

Egli sogghignava un poco.

— Sei venuta per dirmi questo, dopo tanto tempo che non ti facevi vedere? — domandò sempre più aspro. E cominciò a credere ch’ella volesse del denaro.

— Che venivo a fare? La cosa la sapevate; e se mai, toccava a voi cercarmi. Ma non importa: è meglio così. Io non voglio nulla da voi. Solo... solo ho paura di morire e volevo salutarvi e chiedervi scusa.

— Scusa di che?

— Di avervi dato anch’io pensiero. Certo, era meglio che questa creatura non nascesse: chi sa, poi, se verrà bene, se sarà sana, se sarà buona: Dio può castigarmi anche in questo.

Deledda, Il segreto dell’uomo solitario. 12