Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/24

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Sul suo seno dorato, un po’ scoperto, appariva una vena verde come i ramicelli del finestrino.

Lentamente ella si ricoperse, si lisciò i capelli; poi sollevò il viso e sospirò. Bisognava andare. I vecchi l’aspettavano con impazienza ostile, ogni volta che ella si assentava: salvo a non farle alcun rimprovero appena la vedevano tornare; poichè avevano bisogno di lei.

E lei adesso pensava che, certo, Cristiano avrebbe comprato la gallina: adesso che lei lo aveva ancora una volta contentato. Mai però avrebbe osato insistere: lo conosceva, oramai. Era un uomo che faceva tutto a modo suo, senza lasciarsi mai smuovere dalle parole altrui.

Egli s’era alzato, e si allontanava da lei quasi con sdegno; ma vedendola così, rassegnata e triste, le tornò vicino, le sedette accanto. Anche il suo viso, sotto la luce glauca del finestrino, appariva pallido, affinato da una tristezza che non era il solito suo cruccio scuro: il labbro inferiore, grosso e sporgente, s’era ritirato sotto l’altro, che tremava un poco.

E la donna sperò ancora una volta ch’egli le aprisse l’anima sua, che le dimostrasse un po’ di affetto e di confidenza: ma ebbe il torto di cominciare a parlare lei.