Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/84

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— Nulla, mi passa in mente, ma ho dispiacere, sì, che andiate là. Io, per me, non voglio nulla: vi ho mai domandato nulla, io? Mi avete dato un anello, eccolo, — disse traendolo di saccoccia, — ed io l’ho preso come segno di fede. Eccolo.

Lo depose sulla tavola e riprese:

— Se voi mi aveste detto: Ghiana, vieni con me in capo al mondo a farmi la serva, sarei venuta a occhi chiusi. Solo per farvi la serva, senza pretendere nulla.

Egli rimetteva il tappeto pensando che dopo tutto voleva toglierlo perchè sperava in un’altra visita e già aveva il desiderio di aggiustare con più gusto la sua povera casa.

— Ghiana, — disse con voce pacata, — riprendi quell’anello e lasciami in pace. Lo so che sei una buona figliuola ed io ti sono riconoscente di tutto. Mi hai curato, mi hai cercato tu sola quando ero abbandonato anche da Dio. Tu puoi venire qui sempre che vuoi; io posso arrabbiarmi, a volte, ed anche maltrattarti, ma in fondo ti voglio bene. Se tu fossi stata libera.... forse.... Ma non sei libera. E sai, anche, lo sai bene, che se io sono qui è perchè voglio vivere tranquillo.

— Lo so, sì, — ella mormorò con un soffio che lo fece trasalire. La guardò con un