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278 il sigillo d'amore


Per te, per difenderti dal tuo solo dichiarato nemico, altro ospite un tempo favorito, ho scacciato crudelmente di casa il bel gatto Tigrino.

E quando Tigrino è scomparso, probabilmente tramutatosi in lepre o coniglio sulla tavola dell’osteria accanto, ho sospirato oramai sicura della tua salvezza.

Perchè tu già cominciavi a volare e ricercare la tua libertà all’aperto. Passavano le altre cornacchie, rompendo il silenzio dei primi freddi coi loro stridi d’amore.

E se il cielo era scuro e tu dovevi stare in casa ti agitavi come una piccola belva. Non potendo volare sugli alti pini, volavi sui tetti e sugli scrittoi, facendo egualmente scempio dei libri e delle carte del credente, dello scienziato e dell’umanista.

Solo sulla tavola del poeta nulla trovavi; poichè, come te, il poeta non possiede che le sue ali ognora crescenti, e la forza, a lui stesso misteriosa, conferitagli da Dio.

E, come te, ha la penna per becco e il nero lucente del suo calamaio; e queste sole sue armi le tiene nascoste per evitare ogni pericoloso disordine.

Un ordine nuovo tu l’hai portato anche nel resto della casa: hai costretto la serva a chiudere gli usci, e, poichè volavi anche sui cassettoni, e vi rubavi gli oggetti preziosi, inse-