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58 il sigillo d'amore


Considerate bene tutte queste cose, egli decise dunque di non scrivere più, e neppure di pensare più come un artista. Voleva ridiventare un uomo qualunque, occuparsi solo di affari comuni: del resto, fatto bene il calcolo delle sue rendite patrimoniali, scoprì che aveva abbastanza da vivere e spassarsela coltivando il suo giardino.

Così, regalò la sua penna alla cuoca, che gliene aveva richiesta una, e scese nel giardino per passarci le ore durante le quali usava scrivere. A dire il vero egli non conosceva a fondo tutto il suo giardino, del quale non si era mai personalmente occupato: e anzitutto fece un giro di esplorazione. Gli parve di passeggiare su una pagina di geometria, intorno ai circoli, ai triangoli e ai quadrilateri delle aiuole, in mezzo a ognuna delle quali sorgeva una pianta diversa. E si meravigliò di vedere, in settembre, i crisantemi fioriti.

C’era anche un pergolato di vite americana con sotto una bella panchina verde che gli destò una delle solite immagini. «Questa panchina verde pare far parte della vegetazione intorno, nata pur essa nel giardino, col suo profumo di vernice».

Si ribellò immediatamente: all’inferno le immagini letterarie, che sono come una lebbra sulla pelle nuda e sana della realtà; la panchina, per quanto d’origine boschiva, è opera