Pagina:Deledda - Il sigillo d'amore, 1926.djvu/85

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Uccelli di nido 79

attutita dalla curiosità di sapere che ha quell'altra, così ben vestita, eppure così afflitta anche lei. E la investe di domande, senza riuscire però a sapere tutta la verità.

— Sì, — dice la signora, sottovoce, parlando suo malgrado, — una persona di servizio è scomparsa di casa, portando via qualche cosa.

— Non dubiti, gliela pescano subito, — afferma la vecchia; — quelle si ritrovano sempre: sono disgraziate anche loro. E scommetto che lei le aveva fatto del bene, che ci si era affezionata, che ci soffre.

— Oh, sì, sì, — geme l’altra, tutta ripresa dalla sua pena.

— Lei è buona, signora mia; come si fa a tradire una persona così?

— E voi non siete buona? Eppure....

— Figlietta mia! Lei è indovina. Sono buona, sì; che cosa non ho fatto per quella creatura? Adesso le racconto tutto. Lei mi vede così, come un gufo spennacchiato, ma non sono una mendicante: mi sono ridotta così per loro, mia figlia e il marito suo, che non amava lavorare e ha fatto morire di crepacuore la disgraziata. Poi lui è scappato; ed ho tirato su io la loro creatura, un bambino bello e forte; l’ho tirato su come figlio di signori, come lei, amore mio bello, può aver tirato i suoi, Dio glieli benedica e glieli tenga da conto. Sì, eh, l’ho mandato a scuola, sempre vestito bene,