Pagina:Deledda - L'incendio nell'oliveto,1821.djvu/24

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— Annarosa! A questo punto bisogna arrivarci bene, non male.

— Male è passare la vita male.... come....

Non osò proseguire: vedeva la nonna farsi rossa per lo sdegno, con gli occhi loschi, con la canna che le tremava fra le mani: e aveva paura di irritarla e addolorarla; le sembrava di essere sotto un vecchio muro che ad un urto troppo forte poteva crollarle addosso.

— Chi è che passa la vita male? Tu forse? Di che cosa puoi lamentarti? Sei orfana, perchè il Signore ha comandato così, ma non sei rimasta sola, ed hai la casa e chi ti vuol bene e ti protegge. È che volete solo il godimento, i giovani d’oggi; volete solo la parte dolce della vita; il piacere sì, il dovere no! Ma la vita è come un frutto con una parte al sole e l’altra all’ombra: una matura e l’altra acerba. Spiccarlo com’è, bisogna. Io sono vecchia; mi pare di aver vissuto sempre da quando è cominciato il mondo; e tutto ho veduto, Annarò! E ti dico che bisogna seguire i precetti di Dio, le leggi eterne, per essere contenti. Detto te l’ho, tante volte, Annarosa, di leggere la Bibbia, invece dei cattivi libri che tieni sempre in tasca e sotto il capezzale. Tuo nonno leggeva sempre la Bibbia ed era l’uomo