Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/107

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L’uomo ritornò, all’ora designata. Attendeva in piedi, nel salotto chiaro ove le tende sbattute dal vento di ponente gli pareva avessero un movimento ostile e beffardo contro di lui, e quasi per placarle si preparava a baciare con devozione la mano della padrona di casa, quando entrò silenziosa e titubante la fidanzata.

Sebbene turbato, egli la guardò con curiosità: gli parve malata e che si avanzasse malvolentieri verso di lui, come spinta da qualcuno, e con gli occhi pieni di una tristezza paurosa.

Non le andò incontro, ma le aprí le braccia come ai bambini che muovono i primi passi, e poiché ella gli nascondeva il viso sul petto e le spalle le tremavano, disse quasi irritato: