Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/189

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Questo stato di cose durò parecchie settimane, anzi si aggravò col sopravvenire del caldo.

Il maestro sentiva di giorno in giorno crescere sopra di sè la sua miseria: invano tentava liberarsene: ci si può liberare dall’incubo del caldo? Bisogna fuggire, salire sulle cime dei monti o sull’alto orrizzonte del mare, dove l’atmosfera è pura; ed egli non poteva muoversi; non poteva e non voleva, poichè sapeva che anche il fuggire verso luoghi più freschi non gli avrebbe procurato sollievo. Accettava dunque la sua pena come accettava il caldo fermo e basso di quella pianura dove tutto come dentro l’anima sua si bruciava, e dove il soffio buono del mare non riusciva a distruggere quello malefico delle risaie e delle saline.

Anche Ornella pareva rassegnata; andava a fare le spese e lavorava nell’orto, profittando della vicinanza dei contadini per ridere e litigare con loro; e fra di loro anch’essi avevano ricominciato a questionare in apparenza per altri motivi, in realtà per lei. Gesuino adesso si recava tutte le mattine a messa, per aver occasione