Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/55

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Marga si alzò all’alba, il giorno dopo; e fu come il sorgere del sole per la casa senza di lei annuvolata.

Quando il maestro, tutto lindo e pettinato, entrò nella cucina, ella aveva già rimesso in ordine le camere, aveva già visitato i contadini e parlato con le vacche, col puledrino e la cavalla, le galline e le anatre, l’acqua del pozzo, le piante e i fiori.

Adesso parlava con gli arnesi di cucina: tutto era buono per ricevere le espressioni della sua gioia di vivere e di muoversi.

Ad Ornella, invece, osservò il maestro, rivolgeva continui rimproveri; e quella li riceveva in silenzio, impassibile come una statua. Del resto Marga si calmava subito e tornava a ridere e rivolgersi alla bambina come ad una persona adulta, e infine a lui, al suocero, chiamandolo a testimonio dei vantaggi ch’ella godeva nella vita.

— Vede? Antonio è già uscito, senza prendere un sorso d’acqua; è già andato per i nostri affari, mentre un altro se ne starebbe a crogiolarsi

Deledda. La fuga in Egitto. 4