Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/68

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una farfalla estiva, bene in mostra sulla camicia azzurra; ed ella gli si attaccò ridendo alle gambe.

Egli si volse; vide il maestro e lo salutò con la mano, ma parve contrariato della sua presenza: forse pensava che non era quello il momento di presentarlo ai suoi conoscenti: del resto questi non dimostravano alcun interesse per lo straniero, nè egli aveva desiderio di fare amicizia con nessuno. La compagnia l’aveva bell’e trovata, lui; e quando Ola, respinta dolcemente dal padre, gli tornò accanto, le riprese la manina come una cosa che gli apparteneva esclusivamente, deciso a non lasciarsela sfuggire più.

Così, un po’ a distanza, quasi cercando di nascondersi per non dare noia ad Antonio, assistettero alla vendita del pesce. La quale veniva fatta in un modo originale, colorito di mistero, che spiegava l’attenzione quasi tragica, i visi duri e gli occhi pieni d’egoismo degli interessati.

Da prima fu messa all’asta una bella cesta di triglie che rosseggiava come piena di umidi fiori. Un uomo grande, grosso, con una larga giacchetta nera che gli strapiombava da tutte le parti, personaggio principale del gruppo pittoresco, gridò alcune parole in dialetto, invitando i compratori a fare l’offerta. Allora uno per uno, uomini e donne, gli si fecero appresso, e sollevandosi sulla punta dei piedi, poichè lui non si piegava nè a destra nè a manca, gli susurra-