Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/89

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anch’esso che lasciava vedere e subito nascondeva i denti, stranamente giovani e avidi in quel viso sciupato, gli fece grave il cuore; perchè sentì che la peggiore nemica di Ola, in quel cerchio di mistero, era la madre stessa. Domandò quasi aspro:

— Tu credi che Antonio e Ornella non possano avere un relazione colpevole?

— Antonio è giovane; ma se ha da svagarsi lo fa fuori di casa, — lei rispose aggrottando le sopracciglia.

— Nè dentro nè fuori tu dovresti permetterlo, per tua figlia, — egli concluse con durezza.

E poichè lei rideva, quasi beffandosi dell’ingenuità di lui, uscì, prese Ola per mano e la condusse sulla spiaggia, a respirare il grande alito che risana ogni male.

— O mare, — pensava, mentre Ola scavava la sabbia con le sue manine tenaci, — sento che tu sei veramente l’anima della terra, e che stai lì ad insegnarci com’è fatta l’anima nostra. La terra si rinnova lentamente, con le sue stagioni, come il nostro corpo; tu ti rinnovi ad ogni istante, nei tuoi abissi senza fondo, coi mostri e le meraviglie divine delle tue profondità infinite, come l’anima nostra.

E gli parve di aver ritrovato finalmente davvero un amico, un suo simile, col quale poteva intendersi e confidarsi meglio che con gli uomini