Pagina:Deledda - La giustizia, Milano, Treves, 1929.djvu/191

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arca mortuaria e serena come nido di rondine.

Ma usciti di là, l’incanto s’era rotto: ritornandovi, qualche volta, pareva che il buon fascino di amore riallacciasse i due sposi; e Maria ricordava la sera dal tramonto di Venere e della luna, ed altre notti ancora, quando, dopo esser stati nella vecchia casa, Stefano ridiventava tenero e appassionato.

Eppure, ella lo sapeva, egli non amava la suocera e nutriva appena un poco di simpatia per il soave e buon don Costantino; egli, amante di gente superiore che non parlasse di cose volgari e di piccolezze e di pettegolezzi, sentiva ripugnanza per gli ambienti poveri e semplici, popolati di persone ignoranti: perchè dunque quella patriarcale dimora esercitava in lui uno special fascino che lo riallacciava alla sposa con l’ineffabile vincolo d’amore, cominciato nella limpida notte d’autunno tanto vicina eppur tanto lontana?

Maria non sapeva spiegarselo; ma benchè Stefano fra sè la giudicasse poco intelligente, ella, senza spiegarselo, capiva il segreto fascino della vecchia casa paterna, e sempre cercava di attirarvi il marito; e spingendo la spola per intessere un nuovo filo alle rose della coperta, pensava:

— Qui forse egli avrebbe amato di più.