Pagina:Deledda - La giustizia, Milano, Treves, 1929.djvu/91

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— Suo marito sembra più giovane di me: non invecchia mai; un giorno, sarà un mese, lo vidi a cavallo guardar il fiume ch’era torbido e gonfio. Io, lo confesso, avevo paura: egli nulla; sprona il cavallo, e tuf! in due passi è all’altra riva. Io invece!

Maria vide finalmente sorrider sua madre, di cui Stefano trovava senza dubbio la via del cuore, come ella, Maria, indovinava i puerili gusti di don Piane.

La conclusione di tutto fu l’adempimento del segreto desiderio di Stefano, poichè suo padre e donna Maurizia si divisero completamente riconciliati, e Maria non potè rifiutare al suocero il piacere di accompagnarlo a casa.

Dopo cena il giovane guardò acutamente la cognata; ma sulle labbra le rivide la solita linea di rassegnato e gelido dolore. Tanta stanchezza le scorse sulla fronte, che si turbò, e gli parve impossibile quanto sino allora gli era sembrato facile e naturale.

Guardò l’orologio; attraverso il cristallo scintillante la lancetta camminava palpitando, verso le nove.

— Ancora un quarto: alle nove precise, — pensò rimettendo l’orologio nel taschino. Ma fissando nuovamente Maria le notò tra le fini sopracciglia una piccola ruga, e sentì più acuta una sensazione di freddo, di timore, un’oppressione ansiosa che quasi gli toglieva il respiro.