Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/203

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la via del male 201

dendo come bambine. Le vicine ammirarono subito i piedi della sposa.

— Sembrano due penne da scrivere, tanto sono piccini, — dissero chinandosi per veder meglio.

Sabina offrìscherzando a Maria una tazza di caffè e latte.

— Non lo vuoi? Allora lo bevo io.

E siccome Maria sbadigliava, una vicina le disse maliziosamente:

— Va là, stanotte non digiunerai.

Ella arrossì e scappò via. Ritornò nella sua camera e cominciò a preparare le vesti da sposa. Intanto zio Nicola e un fratello di zia Luisa erano andati a prendere lo sposo per condurlo in casa della fidanzata.

Le sorelle di Francesco, che dovevano abbigliare Maria, non tardarono a giungere, e benchè fossero vestite da spose, con ricche tunicas1 pesanti e cinture e corsetti strettissimi, e con le mani coperte di anelli, compirono il loro obbligo.

Ritta davanti allo specchio, Maria non rifiniva di guardarsi, girandosi e rigirandosi, torcendo il collo per vedersi le spalle; ma la luce dello specchio era falsa, rendeva l’immagine rimpicciolita e irregolare, e la sposa non poteva capacitarsi di tutta la sua bellezza ed eleganza.

Ma più che lo specchio, ne la persuase lo sposo quando, entrando all’improvviso, si fermò a guardarla con occhi scintillanti.

  1. Gonne.