Pagina:Deledda - Le tentazioni.djvu/261

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nel regno della pietra 255


e un giorno nell’ovile. Faceva freddo, il vento batteva furioso le roccie, e nelle grigie lontananze, dai golfi lividi, dalle montagne livide, salivano incessanti vapori cinerei. Nel bosco i porci sgretolavano le abbondanti ghiande, e ingrossavano a vista d’occhio.

Nascevano i porcelletti dal muso roseo, dal pelame delicato; e perchè alle madri non venisse danno nel metterli alla luce, zio Sidru aveva sotterrato nell’apertura della mandria una reliquia antica. Era un medaglione in forma di nicchia, col vetro, appeso ad una doppia catenella d’argento. Il medaglione era di legno nero, e dietro il vetro si scorgevano strane figure di santi, un’iscrizione greca rovesciata, e pezzi di legno rosso, che per i buoni paesani erano frammenti del sangue coagulato di San Giorgio.

Dopo che zio Sidru aveva sotterrato la reliquia, nessun porcellino era più nato morto: ogni volta che il pastore varcava l’apertura della mandria si faceva tre segni di croce.

Sidra portò in paese due o tre porcelletti ammazzati, li frisse nell’olio e li preparò per il viaggio di Boele. Egli partì. La sposa restò