Pagina:Deledda - Marianna Sirca, 1915.djvu/11

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lucidi aveva preso un colore opaco d’ambra e i grandi occhi placidi castanei riflettevano come quelli delle cerbiatte la luce verdognola del bosco.

Cadeva la sera del terzo giorno, ed ella sedeva davanti alla casa colonica, che era una piccola costruzione in pietra grezza con un riparo per il bestiame, una cucina e una stanza da letto: vedeva davanti a sè uno spiazzo grande erboso, con un sovero millenario nel mezzo e i cani legati al tronco; e al di là il verde dei prati che s’internavano nella foresta perdersi nell’ombra già cupa delle macchie e delle rocce, mentre alla sua destra, tra una fila d’alberi, la linea dei monti spiccava ancora azzurra sul cielo rosso del crepuscolo.

Era sola, coi cani che ogni tanto si alzavano per spiare e tosto tornavano ad accovacciarsi fra la polvere; ma aspettava il ritorno di suo padre e del pastore e l’arrivo di un parente che le aveva promesso una visita.

Era sola e tranquilla; nulla le mancava; aveva intorno a sè il suo vasto patrimonio custodito da un servo fidato e d’a-