Pagina:Deledda - Marianna Sirca, 1915.djvu/13

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non la prendessero per la sottanina, al suo passare, e le dicessero ammiccando: «mi presti il tuo posto, Marianna?» s’era anche addormentata.

Ed ecco si svegliava, dopo tanti anni. Ne aveva trenta, adesso, e ancora neppure conosceva l’amore. L’avevano allevata apparentemente come una ragazza di famiglia nobile, destinata ad un ricco matrimonio; in realtà la sua vita era stata quella di una serva sottomessa non solo ai padroni ma ai servi di maggior grado di lei.

Ma ecco suo padre tornare: e i pensieri di lei si ritirano nel loro nascondiglio più segreto: nessuno al mondo deve saperli, e questo non tanto per orgoglio quanto perchè lei ama la sua anima come la sua casa, che tutto sia in ordine, pulito, chiuso nelle casse, appartenente a lei sola.

Del resto il padre, sebbene avesse per lei un’ammirazione muta e un attaccamento di servo fedele, non era uomo da intenderla: ecco che si avanza, piccolo, curvo, con le mani giunte, la grossa testa calva come tirata in giù sul petto dalla lunga barba grigia a riccioli. Pareva un frate tra-