Pagina:Deledda - Marianna Sirca, 1915.djvu/50

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aveva sperato invano nell’eredità. Poi fui pastore, e fui solo, per anni ed anni, solo, servo. La mia abilità, la mia agilità non mi servivano a nulla. Tornavo a casa e trovavo mio padre sulla stuoia, mia madre stanca e malata anche lei, le mie sorelle a trapuntare le vesti delle altre spose. Loro non si sposavano mai. E io, avevo diciotto anni, odiavo gli uomini perchè non cercavano le mie sorelle, e le donne perchè tutte più o meno avevano l’amante e nessuno invece badava alle mie sorelle. In quel tempo ero a casa tua. Sì, odiavo anche te perchè eri ricca e potevi sposarti e loro no. Ero grande e pensavo ancora cose da bambino. Pensavo di chiudere te e tuo zio in una camera, una notte, di legarvi, di costringervi a darmi tutti i vostri denari: ma gli occhi di tuo zio, il Signore mi aiuti, mi facevano paura; li vedo ancora adesso: e anche la tua serva, che si svegliava ad ogni rumore, mi dava da pensare. Una volta mi mandaste a fare un viaggio: e io andai dal mio padrino, un prete ricco che vive in un villaggio; andai con la scusa di domandargli se mi voleva per servo, ma in