Pagina:Deledda - Nell'azzurro, Milano, Trevisini, 1929.djvu/91

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

memorie infantili 87


sotto il banco, ma nella prima oscurità non distinsi nulla.

— Che cosa cerchi lì sotto? — mi gridò severa la maestra. Mi vidi perduta, perchè chi stava disattenta mentre le altre recitavano la lezione, veniva punita: e mormorai: — Cercavo i piedi di Clelia!

— Non hanno bisogno d’essere cercati da te, — esclamò la maestra, trattenendo a stento il riso.

E anche questa volta, accompagnata da un formidabile scroscio di riso di tutte le compagne, dovetti salire in alto, dove rinnovai le mie meditazioni. Ora però Clelia non mi sembrava più tanto alta!

***

... E nell’ora della ricreazione?

Allora sì che ci si divertiva. Facevamo colazione e poi uscivamo nel cortile, dove la fusione dei partiti, (perchè nella scuola eravamo divise in gruppi, le aristocratiche colle vestine belle e i capelli ricciuti, le democratiche col grembiule dell’asilo e la cuffia che si lasciava vedere sotto il fazzoletto nero a piselli rossi), la fusione dei partiti diventava generale; un chiasso, un cicalìo assordante. Quando sorgevano battibecchi, per fortuna le parti avverse erano sempre riconciliate da Salomoni in miniatura e gonnella.