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Pagina:Deledda - Nostalgie.djvu/171

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glio, passava qualche gabbia[1] il carrettiere biondo cantava sereno come un bambino, le ruote sollevavano diafane nuvole di polvere di un color lilla acceso dal tramonto.

Il gran fiume veniva dall’orizzonte tranquillo, svaniva nell’orizzonte tranquillo; passava calmo, luminoso, solenne, e pareva anch’esso felice e buono nella coscienza della sua forza onnipotente. La sua pace rallegrava la sua grande amante: la valle immensa. E la pace della valle immensa, la dolcezza degli orizzonti, tutta la grandiosa soavità dei paesaggi, dei boschi, delle rive, tutta l’emanazione di grazia di quello che a Regina dava l’idea di un Dio trasformato in fiume, compenetravano l’anima di lei. Le sembrava d’esser ridiventata bambina. Tutto, dentro e fuori di lei, tutto era bello, puro, poetico: il male ed il dolore eran migrati lontano, portati via dalle acque, fuggiti al di là dell’orizzonte.

Ad ovest il cielo colorivasi di un roseo vellutato fosco ed ardente: il Po veniva di là sempre più rosso e splendente, e sulle rive, verde e violaceo; i boschi s’allineavano neri su quello sfondo colorato, l’erba odorava.

Tutto ciò era bello, troppo bello; Regina se ne sentiva quasi triste, e fermandosi presso la riva per guardare una barca carica di gente che veniva giù da Cicognara, si domandava se tutto quell’incantesimo di pace non nascondesse qualche insidia, o se non fosse come le isole fittizie coperte da boschetti evanescenti, che il fiume cingeva amorosamente, pur riser-

  1. Carro speciale in uso nel Mantovano per trasportare i covoni di grano e le pannocchie di granoturco.