Pagina:Della Nuova Istoria.djvu/267

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LIBRO QUINTO 241

anche questi a secondarne i consigli dannosi alla repubblica. Fatti così turpi regolamenti, allorchè vide Alarico propenso a sedizioni ed alla disubbidienza delle leggi (perchè non iscelto a duce supremo delle milizie, lasciatigli que’ soli barbari da Teodosio ricevuti quando seco distrutto avea la Eugeniana tirannide), in segreto lo avvisa che se inoltrasse co’ suoi barbari, o con altre collettizie truppe raccolte da varie genti, renderebbesi di leggieri padrone della Grecia intera. Alarico avvalorato da tali detti abbandona la Tracia e messo piede nella Macedonia e nella Tessaglia sperpera quanto aveavi di mezzo1. Avvicinatosi quindi vie più alle Termopili manda occultamente annunziando il suo arrivo al proconsolo Antioco ed a Geronzio prefetto della guernigione postavi a difesa. Questi ritiratosi col presidio libera da impedimenti il passo nella Grecia ai barbari, che lo valicano guastando a bell’agio le campagne e sfolgorando affatto le cittadi. Uccidonvi eziandio il sesso virile arrivato alla pubertà, e menan via in frotte, quasi conquistata preda, e fanciulli e donne col rimanente bottino. Tutta la Beozia di parità ed il resto delle Greche popolazioni, ovunque i barbari penetrarono dopo l’ingresso dalle Termopili, giaceansi avvilite, e da quell’ora insino ad oggi presentano agli occhi degli osservatori il sofferto disastro. I soli Tebani andarono da sì gravi mali esenti così per le fortificazioni della città loro, come perché Alarico, sollecitar

  1. Toccando pur egli qualche strage. V. Socr., lib. vii, della St. Eccl., cap. 10.