Pagina:Della Nuova Istoria.djvu/349

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Nullum ingenium fine mixtura dementiæ.



CHE in ogni nobile impresa, in ogni glorioso proposto, tanto l’umana sufficienza non valga che al nascimento di quello, tutto il potere ne tolga alla fortuna, egli è questo antico e comune dettato. Ma che pur degli estinti una sì capricciosa Diva governi l’estimazione e la fama, e che il suo imperio ella stenda sino alla più remota posterità, invisibile giudice e sospirato dei men lieti de’ suoi favori, ciò non si può certo considerare senza maraviglia e cordoglio gravissimo.

Non mai per avventura sortì niuno nascendo un così ardente desiderio di gloria, nè facoltà d’animo e d’ingegno sì straordinarie per acquistarla, non mai niuno far seppe di queste facoltà un uso tanto maraviglioso, e tuttavia non mai forse niuno pervenne alla nostra cognizione con più dubbia fama del principe di cui imprendo a tradurre le Opere. Tanto egli è vero che la virtù stessa riceve la sua ragione dai tempi e dalla fortuna, e che men solleciti delle altrui virtù che degli errori, un solo traviamento basta a farci obliare una vita gloriosa!