Pagina:Della Nuova Istoria.djvu/360

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fa scorrere il sangue d’un figlio, d’un nipote e d’una moglie innocente, e corre poi in grembo agli altari a patteggiar la salute (17), un fratello a cui la più fervida religione mansuefare mai non seppe la natural crudeltà (18), un cugino che giura solennemente il suo patrocinio ad una numerosa famiglia a lui stretta con ogni più caro vincolo di cognazione, solo per esserne in sicurtà maggiore il carnefice, e uccide a sè lo zio, e il padre a Giuliano, e colle pratiche del tradimento, e colla morte d’un delinquente spegne a quello un fratello, ed a sè stesso un cugino ed un collega all’impero (19), nel tempo stesso che edifica chiese, convoca concilj, e col fervore d’un teologo, e colla sottigliezza d’un sofista presiede a religiose controversie, documenti invero erano questi di cristiana pietà i quali anzichè persuadere, trarre potevano di leggieri la vivace fantasia di un giovanetto ad attribuire ad imperfezione della dottrina, ciò che altro non era che colpa e fralezza di chi esercitavala. E se nel più maturo stato della nostra ragione noi possiamo a gran fatica premunirla contro quella strana mescolanza ch’ella far suole della persona de’ nostri nemici colla natura delle loro opinioni, non è da dubitarsi che una grande avversione pel cristianesimo non s’ingenerasse nell’animo di Giuliano, anche per questo solo che la fede esso era di Costanzo, cioè del personale nemico suo, e del carnefice del promiscuo parentado.

Vedeva egli inoltre la religione eletta a ministra della sua servitù. Il vincitore de’ Franchi e de’ Germani, l’emulo di Marco e di Alessandro a languire destinavasi