Pagina:Della Nuova Istoria.djvu/430

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anch’esse non possano non ricevere grandissimo scapilo dalle ragioni sovraccennale, e più ancora dall’ignoranza’ in cui siamo di molle allusioni, dalla squisitezza dei nostri sociali costumi, ed in ispccialità dal nostro presente gusto in letteratura, tuttavia di si egregie doti sovrabbondano, che non possono non renderle ai lettori d’ogni stagione gradite. Queste sono appunto quelle che scelte abbiamo a tradurre; e se le forze dell’ingegno non fossero state al desiderio disuguali, crederemmo non avere speso a ciò intorno un’opera del tutto mal gradita e infelice. Pure se ella non è intesa a soddisfare l’obbligo che all’istituto collegasi della vita; ma a riempiere il meno vanamente che per noi si potesse i privali nostri ozj, sarà risguardata con gentile condiscendenza. Kiserbandoci pertanto di favellare degli altri opuscoli nel secondo volume che compirà la nostra traduzione, occorre far qui qualche cenno di quelli in questo primo contenuti.

Commendevoli per sè stesse, un’assai singoiar pregio ricevono inoltre dalla qualità del loro autore, le tre opericciuole, l’orazione agli Ateniesi per la guerra contro Costanzo, il Alisopogono ossia l’Antiochcnse, i Cesari o il convito degli Dei.

Con la prima di queste, Giuliano che avea già sottomessa, o ricevuta in obbedienza gran parte del mondo romano, sospende il corso delle sue vittorie, e dai suoi quartieri di Sirmio, addirizzandosi al popolo che più era in celebrità di giustizia, invita le presenti e le future generazioni a sentenziare delle cause che persuadevamo a sostenere la sua imperiale elezione con l’armi