Pagina:Della Nuova Istoria.djvu/456

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natura che partecipa della sua scienza e della sua ignoranza, di ciò ch’egli intende che in potestà d’uomo sia fare, e di ciò. ch’egli reputa a questa potestà superiore. Popolerà dunque il mondo di genj.e di semi-dei.

Ma alcuni passi ch’egli ancora aranci nel suo dirozzamento la gratitudine, affezione che passando al cuore per mezzo deU’infelletlo, suppone sempre un qualche maggiore sviluppo nelle mentali facoltà, sarà per lui artefice di numi come. Io fu prima il terrore. Migliorando la sua esistenza col suo incivilimento, la sua ragione frenerà lo sbigottimento del suo spirito per gli apparenti disordini della natura, dolcemente arrestandolo sulla infinita sapienza delle sne leggi. Alzerà egli allora lo sguardo alla volta de’ Cieli come alla prima fonte da cni ella disserra i suoi heneficj, e sbalordito atterrandolo, riempierà l’olimpo dì numi. Nel perenne corso degli astri Tedrà l’immagine di una. natura immutabile, nella fecondità ch’essi spargono il portento della creazione, nel riso che la loro presenza diffónde sull’universo, e nell’oceano di luce che li riveste, i degni bcncficj e le degne sembianze di presenti e visibili Divinità. t

(ta) Come il paganesimo noti uvea avuto un primo institntore, così aver non poteva un regolare sistema di dottrina. Nato in diversi tempi dal bisogno e dalla riconoscenza, reggevasi per incerte memorie e pratiche tradizionali. 11 libro di Evemero intitolato Iffa-Avavf’?’ Storia sacra comparso sotto i primi successori di Alessandro, da un passo di Diodoro Siculo conservataci da Eusebio (n), sembra che altro non fosse ohe una colleziono delle iscrizioni fatte sulle tombe degli eroi deificati, e conservate ne’ tempj che sulle tombe stesse inalzatami alia loro memoria, come poscia su quelle de’ Martiri edificaronsi le chiese cristiane.

(a) l’rarpar. Evang., liti. a.