Pagina:Della congiura di Catilina.djvu/11

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8 c. sallustio crispo

sano: a costoro, attendendo essi contro natura al corpo soltanto, l’anima un inutile incarco riesce. E la lor vita e la lor morte del tutto reputo eguali, poichè d’entrambe si tace. Quegli dunque a me sembra aver anima e vita, che nelle illustri imprese, nelle utili arti, fama ricerca. Ma ne son molte le vie, e Natura a ciascuno diverse le addita.

III.

Bello il giovar ben oprando alla patria; bello altresì il ben dire: in pace, come in guerra, fama si acquista: e chi oprava, e chi gli altrui fatti scrisse, ottien lode. E, benchè questi a quelli non si pareggino nella gloria, difficilissimo pure io reputo lo scrivere istorie; sia perchè non voglion esser parole minori dei fatti; sia perchè lo scrittore, il mal oprar biasimando, tacciato vien egli d’invidioso e maligno; narrando poi le virtù grandi e le glorie del buoni, ove la comune capacità non soverchino, credute son elle, ed il lettor non offendono; ma se l’avanzano, le reputa favole. Io, giovinetto ancora e bramoso, mi trovai, come i più, trasportato nei pubblici affari; ed ivi contrarietà provava non poche; signoreggiandovi, non modestia, parsimonia e virtù, ma prodigalità, cupidigia ed audacia. E benchè l’animo mio, non per anche corrotto, questi e molti altri rei costumi schifasse; pure la mia debile età trovandosi dall’ambizione degli onori allacciata, a par degli altri era io e della fama smanioso, e della invidia bersaglio.

IV.

Ma, dopo molte angustie e pericoli, al fine in calma rientrato, e fisso di vivermi in pace lontano da ogni pubblico affare, non volli accidiosamente un ozio prezioso consumare in agricoltura, cacce, domestici uffizj; ma ritornato ai già intrapresi studj, da cui mi aveva la stolta ambizione rimosso, ristrettamente a scrivere impresi quelle Romane cose, che degne di memoria mi parvero: tanto più, che nè speranza, nè timore, nè amore di parte, non m’ingombravano l’animo. Io perciò narrerò la congiura di Catilina, quanto più veracemente e breve potrò: come cosa, per la novità del delitto e del pericolo, memorabilissima. Ma prima di tutto io debbo di codest’uomo accennare i costumi.