Pagina:Della congiura di Catilina.djvu/25

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22 c. sallustio crispo

XXXII.


Quindi fuor del Senato slanciatosi in casa, iva tra se rivolgendo che nè le insidie tese al Console riuscivano, nè l’incendio alla città minacciato, stante le moltiplicate guardie. Credendo perciò doversi il suo esercito accrescere, ed antivenire le non ancora arruolate legioni, in piena notte con poco seguito trafugossi nel campo di Manlio: ma prima fece sollecitare Cetego e Lentulo e quanti altri conosceva pronti ed audaci, ad afforzare come il potrebbero meglio la parte; ad affrettare la morte del Console; a preparare le stragi, l’incendio ed ogni altra ostilità: assicurandoli, che egli fra breve con poderoso esercito accosterebbesi a Roma.


XXXIII.


Cajo Manlio frattanto dal suo campo spiccava ambasciatori che a Quinto Marcio Re queste sue parole riferissero: « Attestiamo noi gli uomini ed i Numi, che armati, o Imperator, non ci siamo nè contro la patria nè per offender privati, ma per porre in sicurezza da ogni offesa noi stessi. Infelici noi, indigenti, dalla violenza e crudeltà de’ barattieri siam dispogliati, alcuni della patria, tutti dell’onore e ricchezze: nè ad alcuno di noi concedevasi, come già ai nostri maggiori, il favor della legge, per cui, perdute le sostanze, ci rimanesse almen libertà; cotanta era la inumanità dei creditori e dei giudici. Spesso i vostri avi compassionando la plebe, con leggi sollevarono la sua povertà: e ultimamente a memoria nostra, stante la quantità immensa dei debiti, acconsentirono tutti i buoni cittadini che se ne pagasse la quarta parte soltanto. Spesso la plebe medesima, o per amor di dominio, o per non patire superbi comandi, si armò e segregossi dai patrizj. Noi, nè dominio vogliamo, nè ricchezze, vive cagioni d’ogni discordia e guerra fra gli uomini: bensì libertà vogliam noi, che ai buoni non mai se non con la vita si toglie. Te scongiuriamo e il Senato, che a noi cittadini infelici provveggasi; che la legge per iniquità del Pretore sottratta restituiscasi; e che noi non mettiate nella dura necessità d’intraprendere, in qualche modo, prima di perire noi stessi, una qualche memorabil vendetta, della nostra uccisione ».