Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 1.djvu/82

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68 ANNOTAZIONI

(Com. a Dionisio Perieg.) che gli dia il titolo di geografo per eccellenza. Tanto silenzio vuolsi per avventura attribuire ai molti volumi degli altri geografi, dai quali trasse Strabone i suoi materiali, e che non erano per anche smarriti, o dall’essere la sua geografia giaciuta molto tempo oscura in Roma, dov’ei forse morì. (M.)

(44) Vita di Lucullo.

(45) Voce Amasia. - E aggiungi, se vuoi, Suida (voce Strabone). (M.)

(46) Geloso di questo nome di filosofo, si studia Strabone dal bel principio dell’opera sua di provarci che la scienza della geografia si appartiene quanto qualsivoglia altra alla professione del filosofo. (M.)

(47) Geogr. l. xii, p. 548. Tirannione fu a Roma, e come pare dopo la guerra mitridatica, avendolo Lucullo fatto prigione in Arniso (Plut., Vita di Lucullo), e quindi affrancato a richiesta di Murena. Forse poi tornò in Sida sua patria, città vicina alla patria di Strabone, ed ivi questi l’udí. Fu assai accreditato per l’erudizione. (Suida, voce Tiran.; Cicer. Epist. a Quinto fratello), ed ebbe fama di ristoratore delle dottrine del Peripato. I libri di Aristotele e di Teofrasto nascosti in una cava sotto terra furono poi venduti ad Apellicone teio. Silla quindi li trasportò in Roma, e Tirannione col far servitú al presidente della libreria ebbe nelle mani le opere dei due filosofi, ne sottrasse una gran quantità, e gli diede ad Andronico peripatetico, il quale gli pubblicò (Strab. l. xiii, p. 609, e Plut., Vita di Silla). Obbliò il Coray che Strabone ancor molto giovanetto udì in Nisa le lezioni di Aristodemo filosofo ed oratore, il quale giunto era nella sua estrema vecchiaia. Costui in Rodi e nella patria teneva due scuole, leggendo la mattina rettorica e a mezzodì grammatica; ma essendosi posto in Roma ad insegnare ai figliuoli di Pompeo Magno, si contentò della scuola di grammatica. (Strab. l. ii, 146). È probabile che Aristodemo e non Tirannione insegnasse al nostro Geografo le umane lettere. Tra suoi amici oltre il duce Elio Gallo, ed il filosofo Atenodoro maestro d’Augusto e mentore di Tiberio, Stra-