Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/167

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libro secondo 155

Ponto, nondimeno appena produce qualche albero fruttifero; mentre i contadi di Amiso, di Sinope e di Fanarea per la maggior parte producono ulivi. Finalmente dicono che l’Oxo il quale disgiunge la Battriana dalla Sogdiana è tanto comodo da navigare, che le merci dell’India sovr’esso portate facilmente conduconsi nell’Ircania, d’onde poi vanno per gli altri paesi che vengono appresso infino al Ponto.

Ora come si potrebbe trovare siffatta abbondanza lungo il Boristene o nella Celtica che costeggia l’Oceano? dove non alligna la vite od al certo non vi produce frutto? Nei paesi poi più meridionali e declinanti al mare, ed in quelli che stan lungo il Bosforo, la vite porta suoi frutti, ma picciolissimi; e durante l’inverno bisogna di necessità seppellirla. E i geli all’imboccatura della palude Meotide sono siffatti, che in quel luogo dove nella stagione d’inverno un generale di Mitridate vinse i barbari in battaglia equestre sul ghiaccio, in quel medesimo luogo, poichè fu venuta la state, li vinse in battaglia navale, per essersi il ghiaccio disciolto. Ed Eratostene reca in mezzo anche la seguente iscrizione che trovasi nel tempio di Esculapio a Panticapea sopra un’idria di rame rotta a cagione del gelo: Se qualcheduno non crede quali siano presso di noi (gl’inverni), lo giudichi vedendo quest’idria. Non come voto degno del Dio, ma come prova di un rigido inverno la pose il sacerdote Stratio. Se dunque i fenomeni che avvengono nei luoghi fin qui mentovati non sono da paragonare con quelli del Bosforo, e nè anche con quelli che accadono nel territorio d’Amiso e di Sinope (perocchè