Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/169

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libro secondo 157

che al di là della Celtica si può abitare soltanto fino alla Ierna, spazio di non più che cinque mila stadii; e il computo invece che qui citiamo dimostrerebbe che al di là di questo paese ve n’ha un altro a tre mila e ottocento stadii verso settentrione abitabile anch’esso. Oltre di che Battra sarebbe molto più settentrionale che la bocca del mar Caspio o d’Ircania; la qual bocca è disgiunta dall’estremità meridionale di questo mare e dalle montagne d’Armenia e di Media circa sei mila stadii, e può essere considerata come il punto più settentrionale di quella costa che di quivi si estende infino all’India, a cui si può navigare partendo di là, come attesta Patrocle che presiedette a quei luoghi. Aggiungesi che la Battriana si stende ben mille stadii verso settentrione: al di là della Battriana v’hanno i paesi degli Sciti di maggiore ampiezza che finiscono al mar boreale, genti nomade ma che pur vivono. Or come mai questo sarebbe se la Battriana cadesse già fuori della terra abitabile? Poniamo che la distanza dal Caucaso fino al mar boreale passando per la Battriana sia di poco più che quattro mila stadj: aggiungendo poi questi al numero degli stadii che sono al di là di Ierna verso settentrione, tutta la distanza a traverso alla terra non abitata cominciando da Ierna sarà di settemila ed ottocento stadii. E quan-

    cannella sia nell’India, ma la colloca al di sotto dell’Etiopia, e la stende fino all’estremità della terra abitabile. Ma tanto non avanzasi l’India, poichè Strabone dice che la Taprobana è a 4000 stadj al sud dell’India stessa, e quest’isola secondo lui è l’ultimo fine della terra abitabile da quella parte».