Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/173

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libro secondo 161

siam dimostrare che anche la loro opinione, qual ch’ella siasi, viene a confermare la nostra.

Fin qui dunque, supponendo che le estremità più meridionali dell’India siano sotto il parallelo di Meroe, come dicono e credono molti, abbiam dimostrate le assurdità del sistema d’Ipparco: ma perchè Ipparco stesso che da prima non contrasta per nulla a siffatta ipotesi, nel secondo libro poi delle sue Memorie più non l’ammette, sarà bene venire considerando anche questo suo ragionamento.

Egli dice pertanto «Che quando fra due paesi situati alla medesima altezza, cioè sotto il medesimo parallelo1, v’abbia una grande distanza, non è possibile conoscere s’eglino sono davvero sotto uno stesso parallelo, senza fare un confronto dei climi di ciaschedun luogo. In quanto al clima di Meroe, Filone che ci ha descritta la sua navigazione nell’Etiopia racconta ch’ivi il sole trovasi al vertice (allo zenit) quarantacinque giorni innanzi al solstizio d’estate, e nota inoltre le proporzioni dell’ombra col gnomone tanto ai solstizii quanto agli equinozii, nel che Eratostene è quasi pienamente d’accordo con lui. Ma nessuno, nè anche Eratostene, ci descrive il clima dell’India. Se peraltro, come si crede

  1. Il testo, secondo la correzione proposta dal Casaubono e seguitata dai Traduttori francesi del pari che dal Coray, dice: Ανταιρόντων ἀλλήλοις ἐπὶ τῦ αὐτοῦ παραλλήλου κειμένων, κ. τ. λ. Non è da tacere peraltro, che anche gli Editori francesi dichiarano di non essere pienamente soddisfatti della interpretazione data, coll’autorità del Casaubono stesso, a queste parole.
Strabone, tom. II. 11