Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/242

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228 della geografia di strabone

settentrione nella Meotide, sicchè le bocche del fiume, quella della palude, e il fiume stesso per quanto se ne conosce, si trovano sotto un medesimo parallelo1. Alcuni altri dissero cose indegne d’attenzione, affermando che il Tanai ha la sua origine dai luoghi vicini all’Istro (Danubio) e muove dall’occidente; per non avere osservato che fra questi due fiumi scorron nel Ponto le grandi fiumane del Tira, del Boristene e dell’Ipani2; il Tira parallelamente all’Istro, e gli altri due3 al Tanai. E poichè non furono vedute le sorgenti del Tira nè quelle del Boristene e dell’Ipani, è naturale che siano molto più sconosciute le parti più settentrionali, di modo che poi il dire che il Tanai attraversa quelle fiumane, quindi muta direzione per volgersi alla palude Meotide (perocchè le foci di quel fiume sono manifestamente nella parte più settentrionale e più verso oriente di quella palude) è cosa immaginaria ed inconcludente. Così pure è senza alcun fondamento il dire che il Tanai attraversando il Caucaso4 scorre verso settentrione,

  1. Egli è questo un errore assai grossolano, ma adottato dal più de’ geografi antichi. Il Don od il Tanai nasce a dir vero dal nord, corre verso l’oriente, poi si dirige all’ouest per modo che fra i punti indicati qui da Strabone v’hanno circa nove gradi di longitudine. (G.)
  2. Il Tira è il Dniester; il Boristene è il Dnieper; l’Ipani o Ipasi, secondo la maggior parte dei moderni, è il Bog.
  3. Le ordinarie edizioni leggon ὀ δὲ, e l’altro; ma il Coray legge οί δε, e gli altri; e così tradussero anche gli Editori francesi sull’autorità di alcuni manoscritti.
  4. Gli Editori francesi notano la singolarità dell’espressione ριὰ τοῦ Καυκάσου.