Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/261

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libro secondo 247

to cotesta investigazione. Perocchè rispetto alla scienza basta l’ammettere il principio adottato per le parti meridionali, dove ci parve conveniente di porre i confini della Terra abitata a tre mila stadii da Meroe; non già perchè questo sia veramente il preciso confine, ma perchè gli si accosta. E così conviene supporre che anche al di là dalla Britannia v’abbiano soltanto tre mila stadii o poco più, per esempio, quattro mila. Ed in quanto ai bisogni dell’uomo di Stato, il conoscere siffatti paesi ed i loro abitanti non gli tornerebbe punto a maggiore vantaggio; principalmente trattandosi d’isole, le quali non ci possono nè nuocere nè giovare, non avendo con quelle veruna relazione. Perocchè i Romani potendo avere anche la Britannia non se ne curarono, per aver veduto che da quegl’isolani non potevano nè avere alcuna cagion di timore (giacchè non sono forti abbastanza per venire ad assalirci al di qua del mare), nè trarre vantaggio veruno quando bene se li tenessero soggiogati: ed ora si crede che le gabelle a cui quell’isola è sottoposta fruttino più di quello che potrebbe produrre un tributo, dedotta la spesa che occorrerebbe per la soldatesca necessaria a presidiarla ed a ritrarne il tributo stesso. Molto maggiore sarebbe l’inutilità di possedere le altre isole che le stanno d’intorno.

Se poi aggiungiamo alla distanza che trovasi fra Rodi

    ἄν τις θείη, potrebbe anche significare: Mais, à partir de là jusqu’à l’íle d’Ierné, on ne sauroit dire que ce soit encore un pays tant soit peu connu.