Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/31

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

libro primo 19


I monumenti adunque dell’antichità ed il raziocinio testimoniano ciò che fu detto nel principio da noi: ma a me poi sembra che sopra tutto comprovi quanto noi siam venuti dicendo l’essere la maggior parte della Geografia utilissima alle cose politiche. E nel vero la terra ed il mare dove abitiamo sono il luogo di tutte le azioni; delle piccole i piccoli luoghi, delle grandi i grandi: ma il maggiore dei luoghi è tutta quanta la terra che noi propriamente chiamiamo Terra Abitata, sicchè essa è il teatro proprio delle azioni più grandi. E massimi fra i capitani sono quelli che possono signoreggiare in terra ed in mare, raccogliendo sotto una sola signoria ed amministrazione politica parecchie nazioni e città. Quindi è manifesto che la Geografia entra in tutte le opere d’un uomo di Stato, insegnando come giacciano i continenti ed i mari, tanto i mediterranei quanto quelli che stanno alla circonferenza di tutto il globo: perocchè a coloro appartiene l’avere siffatte notizie, ai quali importa il sapere se i luoghi sono d’un modo piuttostochè di un altro, e quali si posson conoscere e quali no. Chè senza dubbio potranno maneggiar meglio le cose qualora conoscano di ogni luogo l’estensione e la postura, e quali particolarità o di clima o di suolo presenta. E poichè i diversi principi signoreggiano in diversi paesi, e da diversi luoghi movendosi alle loro imprese distendono la grandezza de’ proprii dominii, non è possibile che nè da loro tutti i luoghi siano ugualmente conosciuti, nè da’ geografi; ma si a questi come a quelli alcuni luoghi sono più noti, altri meno. Perocchè tutte le parti della terra abitata appena si po-