Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/406

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392 della geografia di strabone

nendo una tassa a chiunque navigava su o giù per quelle acque. Contuttociò è ancora difficile l’ingresso delle navi in quel fiume per la violenza delle acque, pel terreno che queste vi apportano e per la situazione del luogo sì bassa, che quando l’aria è alcun poco oscura non è possibile vedere nemmanco gli oggetti vicini. Quindi i Marsigliesi vi fecero costruire delle torri che servissero come segnali, appropriandosi così in ogni modo quel luogo; ed avendo pigliato possesso anche di quel terreno che dalle bocche del fiume è abbracciato a guisa di un’isola, vi fabbricarono sopra un tempio e lo consacrarono a Diana Efesia. Al di sopra delle bocche del Rodano trovasi poi un lago d’acque marine denominato Stomalimna1, abbondevolissimo d’ostriche e di pesci. Alcuni lo contano fra le bocche del Rodano, e principalmente coloro che le fanno ascendere a cinque2: ma in questo pure s’ingannano; perocchè v’ha un monte fra mezzo, il quale disgiunge il lago dal fiume.

Questa pertanto è l’estensione e la natura di quella spiaggia che va da’ Pirenei a Marsiglia. Quella poi che di quivi stendesi al Varo ed ai Liguri ha parecchie città de’ Marsigliesi, come a dire Taurento, Olbia, Antipoli, Nicea, il porto di Cesare Augusto detto Foro Giulio, e posto fra Olbia ed Antipoli distante circa cinquecento stadii dalla città di Marsiglia. Il fiume Varo è nel mezzo fra Antipoli e Nicea, a circa venti stadii da

  1. Cioè lago che sbocco in mare.
  2. Le edizioni ordinarie leggono sette.