Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/72

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
60 della geografia di strabone

vuto almen sospettarlo, poichè riferisce quel rivolgimento della Tracia del quale parlai: ma per avere interpretate in senso assoluto le parole del poeta lo accusò d’imperizia, osservando che il Zefiro trae dalle regioni occidentali e dall’Iberia, e che la Tracia non si stende fin là. Dunque Omero ignorò che Zefiro spira dall’occidente? eppure gli assegna il suo proprio luogo ove dice:

                             S’avventaro sul mar quasi in un groppo
                             Ed Euro e Noto e il celere Ponente,
                             E Aquilon che pruine aspre su l’ali
                             Reca, ed immensi flutti innalza e volve1.

O forse non seppe che la Tracia non si distende oltre i monti Peonici e Tessali2? Eppure egli conobbe le genti che vengono ordinatamente dopo la Tracia, sì le marittime, come le mediterranee, e le nominò. Tali sono alcuni dei Magneti, i Malii, gli Elleni tutti per ordine fino ai Tesproti, e così anche i Dolopi confinanti coi Peonii, ed i Selli che abitano presso a Dodona fino all’Acheloo3: nè fa punto menzione di Traci al mezzogiorno di queste nazioni. Più volentieri poi si trattiene a parlar del mare che gli era più presso e più conosciuto; come in que’ versi:

                             . . . . . . . . . . . A quella guisa

  1. Odiss., lib. v, 295.
  2. Accenna qui la parte occidentale della Tracia denominata poi Macedonia: essa aveva la Peonia dalla parte del nord, e la Tessaglia da quella di mezzogiorno. (G.)
  3. Oggi dicesi Aspro-potamo, od anche Fiume bianco, ed entra in mare dove comincia il golfo di Corinto.