Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/76

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
64 della geografia di strabone

facciano alcuni di avere asserito che l’isola di Faro è circondata dal mare1; come se questo avesse detto per ignoranza: mentre per lo contrario potrebbe di qui trarsi argomento a provare che dal poeta non fu ignorata nessuna di quelle cose le quali dissi testè dell’Egitto: e si potrebbe ragionare così: Vantatore è chiunque racconta i proprii viaggi; e tale si fu anche Menelao, il quale essendo risalito fino agli Etiopi ebbe contezza delle inondazioni del Nilo, delle alluvioni recate da quel fiume al paese, e di tutto l’accrescimento che il continente ne aveva già ricevuto: di qualità poi che tutto l’Egitto potè da Erodoto essere denominato dono del fiume: e veramente se non tutto quanto, è tale almeno quella parte ch’è al di sotto del Delta, e si nomina basso Egitto. Avendo saputo che Faro in antico era circondato dal mare, finse contro il vero che tale ancor fosse a’ suoi tempi. Ora chi fa parlare così Menelao è il poeta; e però di qui stesso possiamo raccogliere aver lui conosciute e le inondazioni e le bocche del Nilo.

  1. Rispetto a quel luogo di Omero ove dice che l’isola Faro è distante dall’Egitto quanto si naviga in un giorno, vuolsi intendere per Egitto il fiume Nilo che allora portava cotesto nome. Il Wood che ha esaminato sul luogo il passo di Omero crede che ai tempi di quel poeta la maggior parte del Delta non sussistesse ancora, e che il sito da esso poi occupato presentasse allora un golfo dove il Nilo metteva foce. Quindi l’imboccatura del fiume visitata da Menelao poteva essere a un miglio da Faro. - Il Gossellin poi con erudite congetture avvalora questa opinione del Wood e giustifica sempre più Omero.