Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/100

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92 della geografia di strabone, libro quinto

n’avevano piantato il muro sulla marina; ma quelli che l’abitarono dopo trasportarono pia in alto. In progresso di tempo i Leucani tolsero quella città ai Sibariti, e i Romani ai Leucani. Finalmente è da notare che Pesto è insalubre a cagione del fiume che quivi presso impaluda.

Fra le Sirenuse1 e Posidonia avvi Marcina fondata da’ Tirreni e abitata dai Sanniti. L’istmo che di quivi conduce a Pompeja ed a Nuceria è di non più che cento venti stadii.

I Picentini si stendono sino al fiume Silari2; che divide dal loro territorio l’antica Campania. Raccontasi questa proprietà dell’acqua di cotal fiume, che una pianta che vi si getti impietrisce, conservando per altro il suo colore e la sua figura. De’ Picentini fu metropoli Picenza: ma ora essi vivono in borgate, cacciati delle loro città dai Romani dacchè parteggiarono per Annibale. Ingiunsero oltre di ciò a quella popolazione che in luogo della milizia facesse gli uffici de’ corrieri e de’ messaggi, ciò che fu pure comandato per le stesse cagioni anche ai Leucani ed ai Brezii. Fortificarono inoltre contro di loro Salerno poco al di sopra del mare.

Dalle Sirenuse al Silari v’ha duecento sessanta stadii.

  1. Il Casaubono tiene per fermo che sotto questo nome l’autore intende qui l’Ateneo, d Promontorio di Minerva.
  2. Il Sele.