Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/229

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

libro settimo 221

pianure montane occupate dai Pannonii, le quali verso il mezzogiorno si stendono fino ai Dalmati ed agli Ardiei, verso il settentrione finiscono all’Istro, e verso il levante congiungonsi cogli Scordisci, presso le montagne dei Macedoni e dei Traci.

La gente degli Autaríati fu la più grande e la più valorosa fra tutti gl’Illirici; e già tempo era continuamente in guerra cogli Ardiei per le saline che si formavano sui confini di questi due popoli coll’acqua che nella stagione di primavera scolava da una certa vallata: la quale acqua cavata e riposta per cinque giorni stringevasi in sale. Or avevano pattuito che di queste saline i due popoli dovessero alternativamente godere; ma ponendo poi le convenzioni in non cale, se ne contendevano il possesso.

Una volta avendo gli Autariati vinti i Triballi, che dagli Agriani1 fino all’Istro occupavano il cammino di quindici giorni, divennero padroni anche degli altri popoli Traci ed Illirici: ma furono poi debellati prima dagli Scordisci e appresso dai Romani, i quali soggiogarono loro e gli Scordisci medesimi, dopo che per gran tempo erano stati potenti. Questi Scordisci abitavano lungo l’Istro divisi in due parti: e gli uni stavano fra due fiumi che sboccan nell’Istro, ciò sono il Noaro che scorre presso Segesta, ed il Margo che altri chiamano Bargo: gli altri abitavano un poco al di là di questo fiume, contigui ai Triballi ed ai Misii. Gli Scordi-

  1. Gli Agriani occupavano quasi tutto il paese fra l’Adriatico e il mar Nero.