Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/313

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


in potenza a tutti dell’età sua ( perch1 egli e raccolse in s£ solo tntto il retaggio di Temeoo che s’era diviso in parecchie parti, e trovò le misure dette poscia Fidonie, non meno che t j>esi e le monete, ’massimaniente quelle d’argento), s’impadronì di tutte le città una volta state prese da’Ercole, e s’arrogò la sorveglianza sopra i ginocH instituiti da queir eroe, fra i quali si comprendevano anche gli Olimaie* Entrò per* tanto a viva forza iu dlimpia e li fe celebrare; nè gli Elei avevano Armi da potersegli opporre, come coloro che sblevan vivere in pace; e così nè anche gli altris soverchiati dalla sua poteuza. Gli Elei peraltro non inscrissero‘nei loro registri quella solennità; che anzi si diedero a fornirsi di armi, e cominciarono a volersi difeudere, concorrendo in questo anche i Lacedemoni, o come invidiosi della felicità che la pace avea recata agli Elei, o come speranti di potere insieme con essi rovinar Fidone, il quale* avea loro tolta la maggioranza da prima goduta nel Peloponqeso. E infatti Fidone rimase abbattuto, e i Lacedemoni cooperarono a ridur la Pisatide e la TriGlia sotto gli Elei».

Tutta la navigazione intorno all’Elide, quando non si corteggino i golfi, A di circb mille e duecento stadii. E questo dell’Elide.

Strabone, tom. III. 20